Che Significa Diritto All’oblio E Come Esercitarlo? [GUIDA 2022]

Nella presente guida ti spiego cosa significa Diritto all’Oblio e come esercitarlo su Google.

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Cosa significa Diritto all’Oblio?

Il Diritto all’Oblio è una tutela legale che agisce sui contenuti online.

In poche parole, consente agli utenti di preservare la loro reputazione digitale eliminando quelle informazioni ritenute non più rilevanti, e quindi obsolete ai fini della cronaca.

Il significato di questa regolamentazione è racchiuso nell’etimologia del termine oblio, che corrisponde alla dimenticanza, ma anche all’idea di anonimato, indifferenza.

Non a caso, il Diritto all’Oblio è conosciuto anche come diritto alla cancellazione.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando, aiuta anche la definizione che ne dà la Treccani:

“Il Diritto all’Oblio è il diritto di un individuo a essere dimenticato e, in particolare, a non essere più menzionato in relazione a fatti che lo hanno riguardato in passato e che erano stati oggetto di cronaca.”

Il Diritto all’Oblio si può quindi definire come la garanzia di non diffondere le informazioni che possono ledere l’onore di una persona, a meno che non si tratti di una giusta causa.

All’interno di questa cornice legale, è prevista la possibilità di rimuovere informazioni negative da Internet ed eliminare da Google immagini, recensioni e link lesivi.

Come esercitare il Diritto all’Oblio?

I modi per esercitare il Diritto all’Oblio sono essenzialmente tre, vediamoli insieme:

  • I motori di ricerca più importanti dispongono di un proprio modulo per permetterti di esercitare il Diritto all’Oblio.

È il caso di Google, che ti consente di usufruire di un formulario per segnalare contenuti per motivi legali.

Il problema è che Google riceve migliaia di richieste di rimozione al giorno, quindi è molto lento nel soddisfarle tutte.

Dal 2014 ad oggi il totale di segnalazioni è di 1.197.859. Di questi URL, solo il 39,1% è stato rimosso.

Come esercitare il Diritto all’Oblio Andrea Baggio
  • Contattare il webmaster del sito.

Chiunque può, di fatto, recarsi sul sito che contiene le informazioni e cercare i dati di contatto del webmaster.

Di solito li trovi sotto il link “Contattaci” o tramite l’indirizzo email del webmaster.

Nel caso questi dettagli non siano presenti, sappi che Google ti consente di utilizzare il protocollo WHOIS: nella pagina di ricerca digita “whois www.example.com”; troverai l’indirizzo email per contattare il webmaster nella sezione “Email registrante” o “Contatto amministrativo”.

  • Rivolgiti ad un’azienda specializzata.

I webmaster non sempre rispondono agli utenti e Google è molto lento nel risolvere le richieste di rimozione, quindi l’opzione migliore è contattare degli specialisti.

ReputationUP, con il suo team di esperti legali ed informatici, sarà in grado di seguire il tuo caso in tempi brevi e garantendoti la riuscita.

Devi solo contattarci e indicare quali informazioni desideri eliminare: noi ci faremo carico del processo, applicando la normativa vigente.

General data protection regulation

In questa prospettiva, si colloca il GDPR, acronimo per General data protection regulation, il regolamento UE n° 2016/679 che disciplina la privacy e il Diritto all’Oblio.

Il GDPR raggruppa un insieme di norme emanate in ambito comunitario che, come si legge nel testo, hanno l’obiettivo di:

“Armonizzare la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone fisiche rispetto alle attività di trattamento dei dati e assicurare la libera circolazione dei dati personali tra Stati membri.”

Il regolamento è in vigore in tutti i paesi dell’Unione europea, il che significa che non deve essere recepito dai singoli Stati, che invece sono obbligati a un adeguamento della normativa interna in caso di conflitto.

Il GDPR si compone di 99 articoli che trattano, in linea di massima, i seguenti temi:

  • Informazioni: i dati personali sono trattati in modo lecito, corretto e trasparente nei confronti dell’interessato e la loro raccolta deve avere un fine chiaro per l’utente.

Ogni azienda o pagina web è tenuta ad esplicitare a quale fine sono destinati i dati raccolti.

  • Diritto all’oblio: hai la possibilità di chiedere la rimozione delle informazioni che costituiscono reato di diffamazione online.

Inoltre, si stabilisce la possibilità di ritirare il consenso al trattamento dei dati personali in qualsiasi momento.

  • Limiti al trattamento automatizzato: sono definiti i limiti alla divulgazione automatica dei dati e delle informazioni senza il tuo consenso.
  • Trasferimento dati: sono stabiliti i criteri per il trasferimento dei dati.

Il principio generale è che dovrebbe essere facilitata la libera circolazione dei dati personali tra i Paesi dell’UE e il loro trasferimento verso paesi terzi e organizzazioni internazionali.

Allo stesso tempo, va garantito un elevato livello di protezione dei dati personali.

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Diritto all’Oblio su Google

Siccome il Diritto all’Oblio si applica al mondo di Internet, quando parla di dati e informazioni, fa riferimento a URL di notizie, video, foto, articoli e altri dati personali, che si trovano nei motori di ricerca come Google.

Eliminare le informazioni indesiderate, quindi, non significa “ingannare” l’algoritmo di Google tramite deindicizzazione o tecniche di posizionamento SEO, ma di esercitare un diritto attraverso mezzi e conoscenze legali.

In linea con la normativa europea, Google stabilisce quali siano i fattori che giustificano la rimozione di una pagina web:

  • Assenza di interesse pubblico, come per le pagine non più online;
  • Presenza di informazioni sensibili, come salute, appartenenza politica, religione, ecc.;
  • Contenuti relativi ai minori;
  • Condanne o verbali prescritti, esoneri e assoluzioni.

Il grafico mostra la percentuale di link, suddivisi per tipologia, di cui Google ha valutato la rimozione in virtù della normativa europea sulla privacy.

I dati sono globali e vanno dal 2016 ad oggi.

Diritto all’Oblio su Google Andrea Baggio

Il 18,5% sono notizie; il 13,5% directory; il 12,6% social network; il 53% è classificato come vario (la pagina è ospitata su un sito web che non rientra nelle altre categorie, includendo i siti web governativi).

Vediamo quali sono i passaggi step-by-step per esercitare il Diritto all’Oblio Google:

  • Visita il sito guida di supporto Google;
  • Clicca su “Crea richiesta”;
  • Seleziona il servizio oggetto della richiesta.

Va precisato che Google, per valutare la richiesta, può avere tempi lunghissimi che si aggirano sui 2 anni.

Per questo la soluzione più opportuna per chi ha necessità di far valere il proprio Diritto all’Oblio è contattare una società specializzata come ReputationUP.

Posso richiedere l’eliminazione dei miei dati?

Oltre ad essere un tuo diritto, cancellare le informazioni lesive da Internet è uno dei passi fondamentali per costruire una corretta strategia di brand protection.

Per procedere in maniera ordinata, innanzitutto facciamo chiarezza su cosa si intenda per dati personali.

I dati personali sono l’insieme delle informazioni che ti qualificano in maniera diretta e indiretta.

Ti identificano sia in quanto persona fisica, sia come titolare di un’attività o suo diretto rappresentante, e possono riguardare diverse sfere della tua vita sociale e lavorativa.

Tra i dati personali più rilevanti si includono:

  • Nome e cognome;
  • Indirizzo;
  • Numero della carta d’identità;
  • Reddito e informazioni fiscali;
  • Dati sanitari.

Abbiamo visto prima quali sono gli strumenti che hai a disposizione per rimuovere i tuoi dati personali esercitando il tuo Diritto all’Oblio.

Ciononostante ti ribadisco che una delle modalità più efficaci è rivolgerti a degli specialisti.

ReputationUP, azienda con oltre 28 anni di esperienza nel settore dell’Online Reputation Management e del Diritto all’Oblio, ti garantisce di rimuovere contenuti obsoleti nel rispetto delle norme vigenti.

Tutti possono esercitare il Diritto all’Oblio?

Per rispondere alla domanda basta leggere il primo articolo del GDPR.

“La protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati di carattere personale è un diritto fondamentale. […] ogni persona ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che la riguardano.”

Chiunque, quindi, può chiedere la rimozione delle informazioni personali nel caso in cui queste violino le norme sulla privacy o non hanno valore di pubblico interesse.

La sentenza del maggio 2014 della Corte di giustizia europea consente a qualsiasi cittadino dell’UE di avviare azioni legali per la rimozione.

Ci sono alcune eccezioni che vedremo di seguito.

Il Diritto all’Oblio si applica alle aziende?

No, il Diritto all’Oblio non si applica alle aziende.

È specificato all’interno dell’articolo 14 del Regolamento UE sulla protezione dei dati:

“Il presente regolamento non disciplina il trattamento dei dati personali relativi a persone giuridiche, in particolare imprese dotate di personalità giuridica, compresi il nome e la forma della persona giuridica e i suoi dati di contatto.”

Altri casi nei quali non si applica il Diritto all’Oblio sono:

  • Quando il soggetto è deceduto;
  • Se l’impiego dei dati viene effettuato da un soggetto che non ha finalità commerciali, imprenditoriali o professionali;
  • Rispetto ad attività che riguardano la sicurezza nazionale e la politica estera.

Esempi di Diritto all’Oblio

Il Diritto all’Oblio agisce sulla tua identità digitale, poiché ti consente di preservare la tua reputazione online archiviando informazioni ritenute non più rilevanti e obsolete ai fini della cronaca.

Avvalersi del Diritto all’Oblio significa, quindi, tutelare la reputazione della persona coinvolta in fatti di dominio pubblico.

Il diritto alla riservatezza prevale sul diritto di cronaca.

Facciamo un esempio concreto: cosa succede a chi subisce un processo mediatico prima di quello giudiziario?

Il rischio è di trovarsi con la fedina penale pulita e un’immagine online sporca.

Nel momento in cui la notizia lesiva, diffamante e obsoleta cessa di essere un fatto di cronaca e rientra in una sfera privata, tu puoi chiedere di cancellare notizie da internet.

Questo vale non solo quando si parla di precedenti giudiziari, ma anche quando si tratta di informazioni estremamente personali come una diagnosi medica.

Quando con ReputationUP lavoriamo con l’applicazione del Diritto all’Oblio rispetto ai precedenti giudiziari, usiamo le tecnologie più avanzate in termini di informatica e Online Reputation Management.

L’obiettivo è dare ai nostri clienti la possibilità di riavere una buona reputazione.

Nel caso degli ex malati oncologici, invece, questa possibilità è negata.

Come evidenzia uno studio del ROPI (Rete Oncologica Pazienti Italia), 4 pazienti su 10 hanno avuto difficoltà ad accedere a mutui bancari perché considerati “ex malati”.

Esempi di Diritto all’Oblio Andrea Baggio

A volte si tende a guardare di cattivo occhio tutto ciò che ha a che fare con la reputazione e, quindi, con il Diritto all’Oblio, ma in realtà questi esempi rendono molto più facile capire la portata del problema.

Tanto nel caso di procedimenti giudiziari, quanto in quello dei malati oncologici, il mancato rispetto del Diritto all’oblio limita la possibilità di vivere una vita priva di ostacoli in termini di reputazione finanziaria e personale.

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Cosa prevede il Diritto all’Oblio?

In estrema sintesi, il Diritto all’Oblio prevede questi punti fondamentali:

  • Il responsabile del trattamento dei dati personali è il gestore del motore di ricerca Internet;
  • Il gestore è obbligato a rimuovere dall’elenco dei dati personali i link a determinate pagine web;
  • La legge si applica se le informazioni sono errate, inappropriate, irrilevanti o eccessive;
  • La richiesta di cancellazione deve soppesare gli interessi della persona coinvolta.

Perché non funziona il Diritto all’Oblio?

Nonostante il Diritto all’Oblio sia regolamentato a livello statale e abbia il supporto a livello internazionale con il GDPR, si presenta come un meccanismo di difficile attuazione.

Innanzitutto, Google impiega sempre troppo tempo nell’analisi delle richieste di eliminazione e deindicizzazione; d’altra parte, gli esiti sono spesso negativi.

Abbiamo già visto che ci sono alcune categorie di persone alle quali il regolamento non si applica.

Inoltre, nell’esercizio del Diritto all’Oblio, il GDPR stabilisce delle eccezioni rispetto al contenuto che può essere eliminato.

Sono esenti dall’eliminazione tutti quei contenuti che:

  • Garantiscono la libertà di espressione;
  • Rispettano gli obblighi di legge;
  • Sono di interesse pubblico;
  • Hanno un obiettivo scientifico, statistico o storico;
  • Contengono un reclamo.

Certo, questo limita molto l’esercizio del diritto, ma al tempo stesso fa riferimento a delle categorie che vanno necessariamente tutelate.

In ogni caso, tanto il regolamento europeo come Google, ammettono la possibilità di valutare caso per caso, in modo da garantire un equilibrio tra diritti e interessi.

Conclusioni

In questa guida ho cercato di condensare tutte le informazioni che devi sapere sul Diritto all’Oblio.

Ecco, quindi, le conclusioni che puoi trarre:

  • Il Diritto all’Oblio è una tutela legale che agisce sui contenuti online;
  • I modi per esercitare il Diritto all’Oblio sono essenzialmente tre: modulo su Google; contattare il webmaster; rivolgersi a una società specializzata;
  • All’interno dei Paesi dell’Unione Europea, il GDPR disciplina la privacy e il Diritto all’Oblio;
  • Puoi chiedere a Google di far valere il tuo Diritto all’Oblio, ma su 1.197.859 di segnalazioni ricevute, solo il 39,1% degli URL è stato rimosso;
  • Chiunque può chiedere la rimozione delle informazioni personali;
  • Il Diritto all’Oblio non si applica alle aziende.

Tra tutte le opzioni vagliate per esercitare al meglio il diritto alla cancellazione, l’opzione migliore resta rivolgersi a degli specialisti come ReputationUP.

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