Diffamazione sui social

Diffamazione online: cos’è?

Per diffamazione si intende ogni tipo di tentativo di offendere il decoro o l’onore di una persona, diffondendo il messaggio in maniera più ampia possibile e senza la possibilità di replica da parte dell’offeso. Questo reato è spesso confuso con la calunnia che, invece, consiste nel denunciare una persona per un reato che non ha commesso, nonostante si sappia che è innocente.

I requisiti per i quali viene riconosciuto il reato sono:

  • assenza della vittima
  • offesa della reputazione altrui
  • la comunicazione a diverse persone dell’insinuazione.

Tutto ciò è applicabile anche all’ambiente social e, più in generale, al mondo online. Legalmente il reato è detto diffamazione online. La diffusione dell’insinuazione per costituire reato, non deve necessariamente avvenire immediatamente, se il colpevole diffonde notizie false in tempi diversi ed a diverse persone, è comunque considerato reato. Un esempio lampante è un “post” su una bacheca di facebook: rimanendo scritto in un luogo visibile a molte persone, pubblico in un certo senso, verrà facilmente letto da molte persone; quindi costituisce reato. Anche l’invio di mail se indirizzate a diverse persone è considerato reato. Inoltre, non è necessario specificare il nome della persona diffamata per commettere reato, basta che la sua entità sia deducibile dall’insinuazione.

 

Sfogarsi sui social è considerato diffamazione?

In breve: si lo è, quindi fai attenzione a cosa scrivi quando ti sfoghi online. Ma spieghiamo perché è considerata tale. I social network, per loro natura, rappresentano un luogo di incontro di un numero indefinito di persone, come una piazza virtuale, un luogo dove persone socializzano e condividono esperienze di vita, spesso in tono confidenziale. Questo ambiente favorisce i rapporti interpersonali ed una comunicazione ad ampio raggio. Detto questo, è naturale notare come un qualsiasi “post pubblico” usato come valvola di sfogo verso qualcuno, può velocemente trasformarsi in un reato diffamatorio proprio a causa dei 3 requisiti precedentemente elencati.

Questa è, in un certo senso, una sorpresa per molti dato che spesso si pensa che, essendo dietro uno schermo, si possa insultare a cuor leggero proprio perché non lo si fa faccia a faccia. Ponete, quindi, l’attenzione necessaria la prossima volta che avrete voglia di sfogarvi o vendicarvi di alcuni dissapori online, perchè è relativamente facile ricevere una denuncia per diffamazione a mezzo internet. In realtà, è proprio la cassazione ad aver confermato, con una sentenza, questa linea dura verso i diffamatori online. Proprio per tentare di arginare il continuo sproloquio che si verifica sui social network.

 

Come difendersi dalla diffamazione a mezzo internet

Chi compie questo reato spesso non si preoccupa delle conseguenze. In caso ti capiti di esserne vittima, però, sappi che la legge italiana ha previsto il reato di diffamazione proprio per permettere di difendere il proprio “onore”.

Per potersi rivalere sul diffamatore è necessario:

  • raccogliere prove
    • per ogni denuncia che si compie, se si vuole dimostrare di esser vittime, bisogna avere le prove che il reato sia avvenuto. Soprattutto quando si tratta di un reato commesso in ambito digitale è difficile raccogliere una dimostrazione attendibile dell’accaduto. Proprio per questo motivo è fondamentale agire tempestivamente. il modo migliore è avere uno screenshot della pagina contenente gli insulti diffamanti, stamparlo e portarlo ad autenticare da un notaio che lo confronterà con l’originale. Bisogna agire velocemente proprio perché spesso i social network permettono di eliminare o modificare i post pubblicati, rendendo più complicato da dimostrare il reato.
  • consultare un avvocato
    • avere una consulenza legale è essenziale per comprendere se si sia davvero verificato il reato e ci siano, quindi, gli estremi per sporgere denuncia. Questo è importantissimo perché in caso non sia classificabile come diffamazione, tu potresti essere denunciato per calunnia.
  • effettuare la querela
    • Creare una copia cartacea o digitale (cd o chiavetta USB) delle prove ed allegarle alla querela

La vittima potrà ottenere il risarcimento economico costituendosi parte civile nel procedimento in questione.

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