Data and Reputation Specialist

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foto profilo Andrea Baggio

Da giovane informatico a imprenditore seriale e globale nel mondo digitale

Sono partito dal basso, e gradino dopo gradino sono certo di aver fatto molto nella mia vita, ma sicuramente ho ancora molto altro da fare.

Ma se devo raccontare chi sono penso sia giusto iniziare dicendo che ho trasformato il mio background variegato in un punto di forza, che mi ha permesso già nel 2003 di fondare la mia prima azienda che poi nel 2005 si è trasformata in una realtà che si occupava di recupero dati da dispositivi hardware di vario genere.

Un settore che in quegli anni iniziava a fare i primi “miracoli dell’informatica” e che oltre a salvare asset che oggi sappiamo essere fondamentali, aveva ancora bisogno di diffondere la sua cultura nel mondo.

Dall’evoluzione di questa prima “creatura” è nato 4 anni dopo un progetto molto più ambizioso: il gruppo iRecovery. Riunendo tutte le più importanti e storiche realtà di questo settore sotto un unico marchio, il gruppo è fiero di essere il primo nel mondo ad accumulare know-how da esperti distribuiti in tutto il globo, per un totale di oltre 28 anni di esperienza nel settore.

iRecovery è stata anche una delle prime aziende a proporre il servizio di investigazione forense che permette di attestare la presenza di prove digitali da ogni dispositivo informatico, fondamentale a livello sia civile che penale, settore che viaggiando insieme a quello legale legato all’informatica, oggi più che mai è in crescita esponenziale.

Il gruppo conta oggi 55 laboratori sparsi in tutti i continenti, dove ciascuno ha la sua specializzazione. Una strategia che ci ha permesso di raggiungere una vasta ramificazione intrecciata delle conoscenze, distesa ed approfondita allo stesso tempo; approccio che ha dato e continua a dare notevoli frutti.

Questa crescita è stata possibile grazie ad un approccio del tutto innovativo per il settore dell’analisi forense e del recupero dati: quello del franchising. Ancora oggi non abbiamo concorrenti in questo senso.

Infatti il gruppo lavora per grandi aziende, multinazionali, recuperando dati importanti non solo da smartphone, hard disk e computer, ma anche dai server e da vere e proprie farm, interi capannoni pieni di data center, più famosi in informatica con il nome di con specializzazione del recupero RAID.

Con iRecovery ci siamo però spinti oltre, perché non abbiamo solo perfezionato il recupero dati, ma abbiamo sviluppato tecnologie proprietarie che ci rendono imbattibili proprio su smartphone e RAID.

Nel 2014 ai tre servizi principali di recupero dati, analisi forense e cancellazione sicura, ho voluto aggiungerne un quarto, convinto della sua rilevanza nel mercato: i penetration test. Con questo servizio dimostriamo alle aziende quanto la loro sicurezza informatica sia vulnerabile, e di conseguenza quanto può migliorare.

Oggi molte aziende non sono sicure per niente, e quelle che ci provano sono alla mercee di un hacker più bravo del loro sistemista. Un servizio professionale svolto da un team di professionisti del settore aumenta drasticamente non solo la sicurezza dei dati dei nostri clienti ma anche quella dei loro clienti, che si è dimostrata fondamentale per le recenti norme GDPR a cui molte imprese devono adeguarsi proprio con interventi di cybersecurity.

Lo stesso anno, molto prima delle norme sulla privacy, la divisione italiana del gruppo è salita al primo posto nei servizi di investigazione forense, posizionandoci alla perfezione nel settore della sicurezza informatica in cui eravamo appena entrati.

Ma tempo fa non ero solo un informatico specializzato. Sono stato anche un appassionato di neuromarketing e programmazione neuro linguistica applicata alla vendita e alla comunicazione, e lo sono ancora tutt’oggi se non più di prima. Il marketing e la vendita sono senza ombra di dubbio due dei 10 elementi fondamentali di un’impresa, ed entrambi si basano sulla reputazione.

Ma indovina un po’? Dal 2015 in poi la fetta più importante della propria reputazione è quella online. Quello che si trova cercando il proprio nome o della propria azienda su Google è una delle cose più importanti che un essere umano o azienda possa avere, e proprio per questo la mia seconda impresa si è dedicata alla reputazione online.

Nel 2012 è nata l’idea, a cui sono seguiti studi istituzionali, collaborazioni con laboratori e ricerche, da cui è poi nata ReputationUp, marchio con servizi innovativi allora come oggi, e che in pochi anni si è fatto strada in un mercato pronto per esplodere.

Cosa di cui andiamo molto fieri è che siamo gli unici a fornire l’eliminazione di link negativi dal web a fianco ai servizi di posizionamento online, che anche se si possono considerare più “classici” sono tra i più efficaci del mercato.

Una delle mie frasi preferite è: “la CocaCola non ti dice la sua ricetta, ma tu lo sai che nessuna è come lei”.

Non è un caso che puntiamo sullo sviluppo di tecnologie proprietarie, e questo ci rendono molto gelosi del nostro know how, che si estende anche a servizi di web intelligence, ovvero analisi approfondite di comportamenti delle persone sulla rete capaci di estrarre modelli predittivi e informazioni nascoste.

Le multinazionali della moda possono servirsene per anticipare il prossimo trend di colore, o le case discografiche possono identificare la prossima star non ancora nata, ma ovviamente vanno molto oltre a questo.

Infatti ci occupiamo anche di Reputation Intelligence, il nostro servizio più importante e che più si allinea alla nostra mission. Infatti non sono entrato in questo settore solo per cavalcare un onda di mercato, ma soprattutto per difendere il cittadino e l’azienda da crisi reputazionali, che spesso nascono da fake news o haters capaci senza particolare sforzo di danneggiare pesantemente il fatturato e l’opinione di partner e clienti, se non portare realtà decennali in bancarotta.

E senza dimenticarci dei privati, nostro target attuale e sempre di più in futuro, i cui casi di suicidi per crisi di reputazione non sono nuovi nè rari. Sul web trapelano spesso foto di ragazze, minori, ma anche uomini e donne che portano effetti negativi non solo sulla loro vita ma anche su quella dei loro familiari diretti e indiretti.

Mi piace pensare che ridiamo l’ossigeno ad aziende e privati, che in molti casi di attacchi non riescono più a respirare, a lavorare, a socializzare..

Oggi anche ReputationUp conta sedi in diversi paesi. Abbiamo superato le 15 località nel 2018, con presenze in tutta Europa, America Latina e Stati Uniti. Tra I paesi raggiunti ci sono Spagna, Colombia, Ecuador, Panama, Argentina, Chile, Uruguay, Messico, Stati uniti, Austria, Slovenia, Regno Unito e ovviamente Italia, dove tutto ha avuto inizio.

Attualmente le 2 aziende si diversificano notevolmente.

iRecovery spazia dai mercati della piccola, media e grande azienda fino ai mercati del settore pubblico dove serviamo governi, pubbliche amministrazioni e istituzioni di vario genere.

ReputationUp invece nasce per aiutare i politici e governi a migliorare la loro web reputation, ma sempre di più si è occupata di tutelare la reputazione a 360° di aziende e multinazionali, che si affidano a noi per tutelare la loro reputazione e far crescere il loro brand. In futuro puntiamo a diventare un’azienda leader per portare questi servizi alla portata di sempre un maggior numero di imprese e privati, altrettanto sensibili a questi argomenti.

E se con la strategia di unificazione ci siamo garantiti un nome riconosciuto globalmente, con questa soluzione miriamo a capillarizzare la nostra presenza.

firma di Andrea Baggio